24/05 – Giro del Postino in Val Boreca

    • Punto di partenza: Artana (Ottone, PC)
    • Punto di arrivo: Artana (Ottone, PC)
    • Lunghezza: 17,10 km
    • Quota minima: 660 mt
    • Quota massima: 1149 mt
    • Dislivello a salire:  1100 mt
    • Dislivello a scendere: 1100 mt
    • Segnavia sentiero: CAI 183, CAI 121
    • Difficoltà: E
    • Note: disponibilità di acqua potabile in tutti e cinque i borghi toccati dall’anello

Descrizione:
Lasciate le auto ad Artana (1140 mt slm – 0 km dalla partenza), ci addentriamo nel piccolo borgo seguendo le indicazioni per Belnome (segnavia CAI 183).
Dopo una breve discesa erbosa tra le casa, giriamo a sinistra e proseguiamo sempre tenendo la sinistra, rimanendo rasente all’ultima abitazione. Qua il sentiero si perde nell’erba alta per circa 200 metri, fino a quando non cominciamo ad addentrarci nel bosco.
Il sentiero a questo punto comincia a scendere sempre più ripidamente, e la pioggia del giorno prima agevola qualche…scivolone!
Arrivati nel fondovalle incrociamo a destra il sentiero CAI 187 “delle Carbonaie” (che porta direttamente a Pizzonero), noi teniamo la sinistra e, dopo altri 500 metri di sentiero totalmente inghiottito dalla vegetazione, arriviamo sulla strada asfaltata che conduce a Belnome, proprio in corrispondenza del ponte sul Boreca (660 mt slm – 2,40 km dalla partenza).
Risaliamo l’asfalto fino a Belnome (890 mt slm – 4,70 km dalla partenza), dove scambiamo due chiacchiere con un gruppetto del CAI di Voghera in partenza per il Monte Alfeo.
Seguendo le indicazioni per Pizzonero (segnavia CAI 121) arriviamo al cimitero di Belnome.
Qua riposano i fratelli Franco e Pino Rebollini, gli ultimi postini a percorrere quotidianamente l’anello.
Lasciato il cimitero l’asfalto finisce per lasciare il posto ad un bel sentiero immerso nella faggeta.
Con vari sali e scendi arriviamo a Pizzonero (1030 mt slm – 7,00 km dalla partenza).
E’ la frazione più piccola tra le 5 del giro.
Qua incontriamo Adriano e Lidia, coppia non più giovanissima, intendi a curare l’orto.
Adriano vive a Genova ma è nato qua, e appena possibile al suo paese natale. Ci racconta dei tempi che furono, quando a Pizzonero c’era l’osteria ed addirittura la scuola.
Ora sono rimasti solo più loro e un’altra famiglia.
Riprendiamo il nostro cammino, ma ci fermiamo quasi subito ad ammirare il piccolo Oratorio di San Bernardo, che si erge in un prato appena fuori Pizzonero.
Qua il sentiero diventa una comoda carrozzabile che taglia in costa il versante della valle.
Superato un cancello, incrociamo l’asfalto che dalla Val Trebbia porta a Suzzi.
Lo percorriamo per circa 250 metri, dopo di che, in corrispondenza di un tornante, proseguiamo dritti sempre seguendo il segnavia 121. Un ripido sentiero tra muretti a secco ci porta velocemente a Suzzi (960 mt slm – 9,90 km dalla partenza).
Dopo una breve sosta, riprendiamo il sentiero che si addentra nuovamente nel bosco, ora forte discesa, che ci porta nuovamente nel fondovalle.
Qua una brevissima deviazione ci porta ai ruderi del Mulino di Suzzi (770 mt slm – 10,80 km dalla partenza) e, soprattutto, ad uno splendido specchio d’acqua formato dal Boreca, con cascata annessa.
Tornati sul sentiero principale, passiamo il Boreca su un ponticello di cemento e lo costeggiamo con alcuni sali e scendi in un contesto boschivo particolarmente piacevole.
Dopo circa 700 metri dal ponte, appena dopo aver guadato un piccolo rio (sulla sinistra è ben visibile quella che una volta doveva essere una antica passerella, ora inutilizzabile), il sentiero comincia a risalire il versante opposto della valle via via sempre più ripidamente, tra muretti a secco e vecchi ruderi.
Sbucati fuori dal bosco, ignoriamo il sentiero che arriva alla nostra destra (che porta direttamente ad Artana) e proseguiamo dritti, ormai in piano.
In breve arriviamo alle prime case di Bogli (1000 mt slm – 13,00 km dalla partenza).
Dopo una meritata sosta e due chiacchiere con una simpatica signora del posto, ripartiamo, ancora in salita, tra le case del piccolo borgo fino a giungere di fronte la Chiesa di San Marziano.
Percorriamo pochi metri d’asfalto e riprendiamo nuovamente il sentiero che, sempre a sali e scendi, riporta ad Artana.
Qua una signora, affacciata al balcone, vedendo le nostre facce provate chiede con un sorriso divertito “avete fatto Il Giro, eh?”
Eh già…di che pasta eccezionale dovevano essere fatti, quei postini!

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